Cresce l’export dei distretti dell’agroalimentare (+5,3%) nel primo semestre 2023
Le vendite estere raggiungono i 13 miliardi, spinte anche dalla dinamica dei prezzi

Nella prima metà del 2023 le esportazioni dei distretti agro-alimentari italiani hanno mostrato un trend positivo (+5,3% tendenziale), arrivando a toccare i 13 miliardi di euro. Un risultato su cui ha inciso anche l’effetto prezzo (in aumento del 9%). Lo dice l’ultimo bollettino del Monitor di Intesa Sanpaolo, che nel semestre colloca al primo posto la filiera del vino (3,3 miliardi di euro, +1,4% tendenziale). Nel segmento si è rivelata buona la tenuta dei vini di Langhe, Roero e Monferrato (+0,7%) e del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (+4,2%), mentre hanno perso quota i vini del veronese (-1,2%) e quelli dei colli fiorentini e senesi (-7,8%).
La filiera della pasta e dolci supera i 2,1 miliardi di euro (+10,1% tendenziale), risultato particolarmente spinto dalla dinamica dei prezzi (+8,4% l’indice dei prezzi alla produzione sui mercati esteri per l’industria della pasta nei primi sei mesi del 2023), e ottiene buone performance positive per tutti i distretti. In particolare guadagnano il 9,1% il distretto dei Dolci di Alba e Cuneo, il 10,3% il comparto pasta dell’Alimentare napoletano, e il 3,2% i Dolci e pasta veronesi.
La filiera dei distretti agricoli chiude il periodo in leggero calo (-2,8%), sfiorando i 2 miliardi di euro, a causa sia della riduzione dei consumi per l’aumento dell’inflazione, sia per gli effetti degli eventi climatici avversi che compromettono i raccolti. Resta in controtendenza l’Ortofrutta romagnola (+17%), che nel semestre ancora non aveva recepito l’impatto dell’alluvione di maggio.
Buon risultato, invece, della filiera delle conserve, che raggiunge 1,5 miliardi di euro nel primo semestre (+15,4%), con una accelerazione dell’Alimentare di Parma (+28,4%), dell’Alimentare napoletano (+11%) e dell’Ortofrutta e conserve del foggiano (+29,3%) oltre che le Conserve di Nocera (+16,3%). Le conserve dell’Alimentare di Avellino chiudono invece in sostanziale parità (+0,6%).
Dinamica positiva anche per la filiera delle carni e dei salumi, con i sette distretti che la compongono a oltre 1,2 miliardi di euro di esportazioni (+10%). La miglior performance è quella delle Carni di Verona (+23,4%), che aveva sofferto nel 2022 a causa di un’epidemia di aviaria, ma vanno bene anche i Salumi del modenese (+7,4%), i Salumi di Parma (+15,4%) e i Salumi dell’Alto Adige (+13,2%) mentre chiudono in territorio negativo le Carni e salumi di Cremona e Mantova (-6,7%).
La filiera del lattiero-caseario rallenta (+4%), pur restando in positivo, sfiorando 1,2 miliardi di euro di esportazioni (+4%). In particolare la Mozzarella di Bufala campana rimane sempre molto apprezzata all’estero (+13,4%).
Tra i distretti del caffè, che realizzano nel complesso 700 milioni di euro di vendite all’estero (+8,6%) spicca la crescita del Caffè e confetterie del napoletano (+19%). Il Caffè, confetterie e cioccolato torinese, principale distretto della filiera, raggiunge quota 445 milioni di esportazioni (+7,6%) mentre il Caffè di Trieste si ferma a +3,7%.
Anche la filiera olearia chiude il semestre in incremento (+4,1%), grazie alle buone performance dell’Olio toscano (+3,9%) e al comparto oleario dell’Olio e pasta del barese (+43,8%) a cui si contrappone il calo dell’Olio umbro (-11,6%). Per il comparto continua la fiammata dei prezzi alla produzione sui mercati esteri (+21% nel semestre) con la produzione italiana per il 2023 in recupero, grazie soprattutto al raccolto in Puglia, che rappresenta la metà del totale nazionale e cresce del 50% rispetto alla campagna dello scorso anno.
Nella filiera del riso continuano a crescere sui mercati esteri i due distretti che la compongono. Il Riso di Vercelli tocca +24,1% nel semestre e il Riso di Pavia il +16,7%. Sul comparto pesano gli effetti della crisi climatica che taglia i raccolti (si stima il 15% in meno per il 2023), mentre le tensioni sui prezzi restano alte (+12% i prezzi alla produzione sui mercati esteri per l’industria molitoria nel primo semestre del 2023).
Pressoché stabile infine il distretto dell’Ittico del Polesine e del Veneziano che si attesta a +2,3% nella crescita delle esportazioni.
Guardando ai mercati di sbocco, la Germania si conferma il primo partner commerciale per l’intero comparto e seppur in rallentamento si mantiene in territorio positivo (+7,9%), soprattutto per i prodotti agricoli (+2%), i vini (+8,3%) e le conserve (+15,6%). In flessione invece le vendite verso gli Stati Uniti (-2,9%) in particolare per vini (-10,4%) e il lattiero-caseario (-3,2%). Crescono le esportazioni in Francia (+12,3%), sostenute dalle filiere dei vini (+26,8%) e del caffè (+29,6%); e verso Regno Unito (+11,7%) in particolare per le conserve (+26,4%) e pasta e dolci (+15,4%). Tra le economie emergenti (che sul totale pesano per circa il 20%) si segnalano Polonia (+12,5% nel semestre) e Romania (+19,1%), mentre recupera la Russia (+12,6%) e perde terreno la Cina (-8,6%).
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA DI SUPPLY CHAIN ITALY